Lettera e Benvenuto - Budo Mudo Camp

Cari amici del Budo Mudo Camp Martial for Peace Worldwide

Grazie per la realizzazione di questo spazio e di questa finestra nel mondo. Io guardo avanti con molta speranza ed ottimismo, per un futuro sempre migliore per i nostri ragazzi, anche grazie a questa opportunità.

Tutti noi maestri di Arti Marziali sparsi nel mondo sappiamo quanto sia difficile insegnare le nostre discipline ai nostri studenti di qualsiasi età. Conosciamo in parte anche le molteplici difficoltà di carattere socio culturale e politico che ci sono in ogni nazione ed in ogni città e paese. Tenendo in considerazione questa difficile situazione in relazione al posto e luogo, c’è anche la difficoltà di comunicare con i ragazzi d’oggi appartenenti ad una società sempre più veloce e virtuale.
Ma sappiamo che la nostra forte passione molto vicina al “canale della missione”, ci rende delle piccole ed alle volte grandi soddisfazioni nel vedere crescere gli studenti nelle nostre scuole lontani da tentazioni come la droga, e dall’emarginazione, prima ancora di creare l’atleta campione. Certo noi restiamo sempre nel “dubbio” della ricezione e della disposizione attitudinaria del soggetto, del nostro insegnamento e della nostra capacità di incontrare ed educare i nostri studenti. E’ certo però che sento dal profondo del mio spirito, la voglia di trasmettere ed insegnare il Taekwon-Do ortodosso ed altre discipline marziali da me apprese, perché mi sento forte di praticare ed insegnare questo con cuore onesto e con onesta pratica.
Credo inoltre che questa mia passione e pensiero sia in linea con altri maestri  e praticanti nel mondo.
A questi maestri e praticanti chiedo di unirsi a noi e di portare la bandiera Martial Arts for Peace nelle loro scuole.

In riferimento a quanto vero di questo articolo mi sento di riportare una mia personale esclamazione di qualche anno fa quando, in una amichevole bicchierata al momento del brindisi, dissi: “Alle Arti Marziali per la Pace!” Ma mi sentii chiedere da un maestro: “Le Arti Marziali per la Pace?” Ed io risposi: “Certo.” “Ma le Arti Marziali non sono fatte per la pace ma per la guerra?” mi sentii nuovamente chiedere…

Ecco dunque ancora una volta che nell’esclamazione da me usata per il brindisi “alle Arti Marziali per la pace”, c’è la controparte “le Arti Marziali per la guerra”.
Credo che a questa esclamazione sulle Arti Marziali per la guerra si possano ricondurre le antiche guerre, e che comunque molto si potrebbe scrivere.
Come credo che si possa scrivere un libro intero sulle Arti Marziali per la pace (il che non sia mai detto che non lo si faccia) ma di certo non è questo il mio intento in questa sede..
Il mio scopo invece qui è quello di rendere il concetto e diritto di praticare le Arti Marziali per la Pace, in forma ed in segno di fratellanza ed unione!

Ogni praticante del “Budo Mudo Camp for peace” darà credito in base al proprio stile e capacità di esperienza e tutti saranno invitati a percorrere un cammino sul binario della Pace.
Le altre scelte politiche, religiose e civiche vengono viste come un fatto personale e privato dei partecipanti.

La prima regola che le Arti Marziali richiedono ed insegnano è il rispetto e la virtù della parola. La Pace senza il rispetto dell’essere umano è irraggiungibile.

Ora vorrei qui distinguere due visioni e due realtà di Arti Marziali per la Pace, anche se, di fatto, lo scopo finale è il medesimo.
La prima è data dal fatto che il “Budo Mudo Camp Martial Arts for Peace” non è una scuola dove si insegnano regole o comportamenti da attuare, esso è svolto in soli tre giorni di attività.
La seconda è che una scuola che si dedica alla pace attraverso le Arti Marziali e si rivolge in particolar modo ai bambini e ragazzi, assume regole di prevenzione e  metodologie di insegnamento di non facile compito. Per questa scuola è importante un continuo monitoraggio delle classi. A questi auguro un buono ed onesto lavoro!

Il Budo Mudo Camp è un ritiro di Arti Marziali di tre giorni che si svolge una volta all’anno immersi nella natura in segno della pace. E’ un ritiro che si svolge in un luogo di Grandi Battaglie. Difatti il Montello fu teatro durante la prima guerra Mondiale (1915-1918) di feroci scontri per l’Italia, in cui molte persero la vita ed in particolare a S. Croce del Montello il paese che ospita il Budo Mudo Camp, dove si ricordano i ragazzi del ’99 (1899) morti per proteggere la loro terra, a soli diciotto anni, e a loro sono dedicati molti monumenti Sacri. Questi giovani ragazzi nutrivano il forte desiderio di libertà e di pace in quel nero periodo dell’umanità. E penso sia così in tutto il mondo dove lo spettro della guerra si faccia presente.
Quella guerra era una guerra in cui, soggettivamente parlando, da una parte c’era il bene e dall’altra il male, e, come sempre è accaduto nel passato, il nemico era sempre associato al “male”.

Ma non è il caso qui di parlare di fatti storici e politici che hanno scatenato questa guerra o quell’altra guerra, compito di chi ovviamente conosce meglio l’argomento. Il fatto primario è, invece, che troppe persone sono già morte, e troppa sofferenza al mondo si è gia vista ed ancora si vede… Ma noi vogliamo dire STOP…e cerchiamo, almeno con questa finestra, di portare un messaggio positivo nel mondo.

Il nostro Budo Mudo Camp è un omaggio a quanti sono deceduti in questo luogo lungo le rive del fiume Piave, ed in particolare ai quei giovani e alle loro famiglie…questo è il nostro intento, rendere omaggio e credere nella pace. Magari qualcuno lassù non si sente dimenticato.
Vorrei aggiungere che, in un’epoca in cui ormai i giovani si disinteressano di tutto quello che la televisione non offre, il nostro “Budo Mudo Camp” ha dato stimolo a molti bambini e ragazzi di informarsi ed interessarsi di quanto è successo scoprendo il Montello e la sua storia. Molti, anche se non propri bambini, non credevano ai racconti del fiume Piave, fiume sacro alla patria. Un signore del luogo scrisse <l’acqua scorreva nel suo proseguo della sua corsa carica di un colore rosso intenso seguita dal vento carico di urla strazianti che l’accompagnavano, ed il fiume portava via corpi e pezzi di corpi senza distinzione di razza o paese: Italiani, Austriaci, Inglesi, Tedeschi forse…>.

Molti ragazzi che vengono a questo “Budo Mudo Camp”, si sentano forti di portare avanti il principio della libertà e della pace, per cui si sono sacrificate molte vite.

Voglio aprire una piccola parentesi informativa. Per quanto si possa pensare su quanto fin qua scritto, il nostro Camp resta e resterà sempre un meeting di festa! Incontrarci sotto il segno della nostra bandiera di fratellanza e di pace, in un luogo sacro alla patria che non ha bisogno di tante documentazioni…sport, Arti Marziali e divertimento.

Quindi ora vorrei riprendere con più senso il fatto delle Arti Marziali, legati ai concetti di guerra e pace.
Mi chiedo spesso se quei ragazzi così giovani che hanno combattuto avessero avuto un’idea del perché di quella guerra, o semplicemente combattevano per difendere un diritto di sopravivenza e un futuro di pace. Credo che comunque tutta questa zona abbia in se questo spirito, se possiamo dire indomito.
Rifacendomi al film di Van Damme, “Kick boxer”, si può vedere l’eroe che combatte una sfida personale per un giusto motivo, e alla fine riesce a battere il “cattivo di turno” < No Tsu Kao >, trasmettendo così il senso di pace dopo la sfida.
Questo concetto di “combattere” o meglio di sfida cosciente e leale, diventa un modo di praticare le Arti Marziali in maniera soddisfacente.
Altri films come ”Karate Kid” o i nuovi film cinesi come “La tigre e il Dragone” o il più recente “Hero” mettono in evidenza una parte della filosofia orientale: il rispetto della pazienza nella forza di crescere e il rispetto dell’amico come dell’avversario.

Ora vorrei spezzare una lancia in favore delle Arti Marziali da me praticate. Attraverso queste negli anni ho imparato:
-il senso del rispetto per se stessi e per gli altri;
-la virtù della parola;
-credere nelle arti marziali come quale mezzo educativo e di crescita interiore;
-il valore di vivere secondo natura;

Ritengo che questi principi che mi sono stati trasmessi, facciano parte integrante della scuola del “Do” cioè la via delle Arti Orientali.

Quindi il sistema di “combattimento” insegnato in quasi tutte le scuole di Arti Marziali è un tipo di combattimento leale e che non si basa sulla guerra o sulla voglia di far male all’avversario, ma che forse trova elementi di istinto risalenti alla preistoria umana, e che se ben incanalati possono essere motivo di esibizione di controllo delle proprie capacità.
Per questo dico che ogni scuola di Arti Marziali può insegnare seguendo il principio sia del combattimento leale che della filosofia, per un percorso di crescita e di fratellanza come insegna il “Budo Mudo Camp Martial Arts for Peace”.
L’unica cosa è iscriversi!!

Noi ci sentiamo promotori delle “Arti Marziali per la Pace” dedicando questi tre giorni di attività sotto lo stesso tetto, uniti dalla stessa passione e obiettivo.

“guerrieri nella difesa della Pace”

 

Master Francis
International Master 7° dan